Implantologia All-on-Four

Un unico progetto per impianti e protesi dell’intera arcata.

Che cos’è l’All-on-Four

L’implantologia All-on-Four è un concetto di riabilitazione implantare che utilizza quattro impianti per sostenere una protesi fissa estesa a un’intera arcata. Nella configurazione più tipica, due impianti anteriori vengono posizionati in modo più assiale e i due posteriori possono essere inclinati per sfruttare l’osso disponibile e ampliare il sostegno della futura protesi.

Il numero “quattro”, però, non va considerato una regola valida per tutti. Posizione, inclinazione e distribuzione degli impianti devono essere decise in funzione dell’anatomia, dell’osso disponibile e soprattutto del progetto protesico finale.

Quando può essere presa in considerazione

Questa soluzione può essere valutata quando mancano tutti i denti di un’arcata oppure quando i denti residui sono così compromessi da non poter essere mantenuti. La decisione richiede comunque una valutazione individuale.

Non basta stabilire quanti denti mancano. Occorre considerare quantità e qualità dell’osso, condizioni dei tessuti, masticazione, salute generale, abitudini e caratteristiche della futura protesi. In alcuni casi può essere più adatta una riabilitazione con un diverso numero di impianti o un percorso chirurgico e protesico differente.

Il carico immediato non è automatico

All-on-Four e carico immediato non sono la stessa cosa. Il primo termine descrive il modo in cui viene progettato il sostegno implantare dell’arcata; il secondo riguarda il momento in cui una protesi viene collegata agli impianti.

Quando gli impianti raggiungono una stabilità iniziale adeguata e le condizioni cliniche e protesiche lo consentono, può essere possibile applicare una protesi provvisoria fissa in tempi ravvicinati. In altri casi è più prudente attendere la fase di guarigione prima di caricare gli impianti. La protesi provvisoria, quando prevista, non coincide con quella definitiva.

La riabilitazione continua dopo l’intervento

La fase chirurgica è solo una parte del percorso. Una riabilitazione completa comprende anche la progettazione e la realizzazione della protesi, la verifica della masticazione, l’igiene e i controlli nel tempo.

La protesi deve poter essere mantenuta pulita e il paziente deve sapere come prendersene cura ogni giorno. I controlli periodici servono a verificare lo stato dei tessuti attorno agli impianti, la protesi, i componenti e la funzione masticatoria. Frequenza e modalità del mantenimento vengono adattate alle caratteristiche e ai fattori di rischio della persona.

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Valutare l’intera arcata

Osso, tessuti, denti residui, masticazione e salute generale orientano la scelta. Il punto di partenza è capire se una riabilitazione su quattro impianti sia davvero adatta a quel caso.

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Progettare impianti e protesi insieme

Numero, posizione e inclinazione degli impianti vengono definiti pensando alla protesi finale, agli spazi disponibili e alla distribuzione dei carichi sull’intera arcata.

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Seguire la riabilitazione nel tempo

Intervento e protesi sono fasi dello stesso percorso. Igiene, controlli e manutenzione restano necessari per monitorare nel tempo tessuti, impianti e componenti protesiche.

Domande frequenti sull’implantologia All-on-Four

È una modalità di riabilitazione di un’arcata completa in cui una protesi fissa viene sostenuta da quattro impianti. Nella configurazione più comune i due impianti posteriori possono essere inclinati, quando indicato, per utilizzare in modo favorevole l’osso disponibile e sostenere il progetto protesico.

In pazienti selezionati, quattro impianti correttamente distribuiti possono essere utilizzati per sostenere una protesi fissa di un’intera arcata. Il numero non viene scelto in modo astratto: deve essere coerente con anatomia, volume osseo, distribuzione degli impianti e progetto della protesi.

No. All-on-Four identifica una possibilità terapeutica, non una regola universale. In base alla situazione clinica può essere indicato un diverso numero di impianti o un altro tipo di riabilitazione.

Può essere presa in considerazione in persone che hanno perso tutti i denti di un’arcata o che presentano denti residui non recuperabili. L’idoneità può essere stabilita solo dopo la valutazione di osso, tessuti, salute generale, masticazione e progetto protesico.

In alcuni casi la posizione e l’eventuale inclinazione degli impianti permettono di utilizzare meglio l’osso disponibile. “Poco osso”, però, può indicare situazioni molto diverse: servono esami diagnostici per capire se questa soluzione sia possibile oppure se siano necessari altri approcci.

No. Uno degli obiettivi possibili della configurazione su quattro impianti è sfruttare l’osso disponibile, ma questo non significa che gli interventi rigenerativi siano sempre evitabili. La necessità dipende dall’anatomia e dal progetto della riabilitazione.

No. All-on-Four descrive la configurazione implantare-protesica; il carico immediato riguarda invece il momento in cui la protesi viene collegata agli impianti. Le due cose possono essere associate, ma il carico immediato richiede condizioni cliniche adeguate.

In alcuni casi può essere possibile collegare agli impianti una protesi provvisoria fissa in tempi molto ravvicinati. Non è però automatico: dipende soprattutto dalla stabilità iniziale degli impianti, dall’osso, dalla situazione clinica e dal progetto protesico.

La protesi provvisoria, quando prevista, accompagna la fase iniziale del percorso e può richiedere adattamenti durante la guarigione. La protesi definitiva viene realizzata successivamente sulla base della situazione stabilizzata e del progetto protesico finale.

No. L’All-on-Four riguarda il progetto di riabilitazione dell’intera arcata su quattro impianti. L’implantologia computer guidata è invece una modalità di pianificazione e, quando indicato, di trasferimento del progetto durante l’intervento. Le due tecniche possono essere associate, ma non coincidono.

Non si sceglie semplicemente tra quattro e sei impianti in base a una regola generale. Il numero e la distribuzione dipendono dall’anatomia dell’arcata, dalla quantità e qualità dell’osso, dagli spazi protesici, dalla masticazione e dal tipo di riabilitazione progettata.

L’igiene quotidiana deve raggiungere anche le zone sotto la protesi e attorno agli impianti. Gli strumenti più adatti vengono indicati in base alla forma della riabilitazione e alla manualità del paziente. A questa si associano controlli e sedute di igiene professionale programmati in base al rischio individuale.

Non esiste una durata uguale per tutti. Nel tempo contano condizioni dei tessuti, igiene, fumo e altri fattori di rischio, carichi masticatori, controlli e manutenzione. Anche le componenti protesiche possono richiedere interventi di manutenzione o sostituzione indipendentemente dagli impianti.

Dipende dal tipo di problema e dal momento in cui si presenta. È necessario valutarne la causa e verificare anche la protesi e gli altri impianti. Un problema su un singolo impianto non permette di stabilire online quale intervento sarà necessario né se dovrà essere modificata l’intera riabilitazione.

Il costo dipende dalla situazione di partenza e dal percorso necessario: esami diagnostici, eventuali estrazioni o procedure aggiuntive, fase chirurgica, protesi provvisoria se indicata, protesi definitiva, materiali e controlli. Un preventivo attendibile può essere formulato solo dopo la valutazione clinica e la definizione del piano di cura.

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