All’inizio temevo soprattutto una cosa: che un paziente potesse non fidarsi di me perché ero giovane.
Con il tempo ho capito che la fiducia non arriva automaticamente insieme al ruolo. Si costruisce visita dopo visita: ascoltando, spiegando bene quello che stiamo facendo e coinvolgendo la persona nelle decisioni che la riguardano.
Guardandomi indietro, credo che qualcosa di questo modo di lavorare ci fosse già nel mio carattere. Sono sempre stata curiosa e portata ad ascoltare gli altri. Solo dopo ho capito quanto questa attenzione sarebbe diventata importante nel mio lavoro.
Sono sempre stata attratta dal mondo della medicina, ma la scelta dell’odontoiatria è maturata durante gli studi. Più approfondivo, più mi rendevo conto di quanto la salute della bocca sia legata al benessere generale della persona. È lì che ho iniziato a riconoscere nell’odontoiatria il modo in cui volevo prendermi cura delle persone.
Durante l’università, due professoresse di pedodonzia e ortodonzia hanno avuto un ruolo importante nella mia formazione. Osservando il loro modo di lavorare con i bambini ho capito che occuparsi dei più piccoli non significa soltanto intervenire quando compare un problema. Significa anche accompagnarli nella crescita, educarli alla prevenzione e aiutarli a costruire buone abitudini prima che ci sia qualcosa da curare.
Poi ho incontrato bambini timorosi, bambini che all’inizio collaboravano poco o per niente. Ed è con loro che ho imparato una cosa che oggi considero fondamentale: non avere fretta.
Con un bambino, a volte, il risultato più importante della prima visita non è riuscire a fare il trattamento. Può essere semplicemente permettergli di conoscere l’ambiente, vedere gli strumenti e iniziare a fidarsi di chi ha davanti.
In alcuni casi servono vere sedute di avvicinamento. Forzare può rendere tutto più difficile; rispettare i tempi del bambino invece contribuisce a costruire un rapporto più sereno con il dentista che durerà negli anni successivi.
È anche questo il filo che per me collega pedodonzia, conservativa e parodontologia. Sono ambiti diversi, ma condividono una stessa idea: cercare di preservare la salute orale e i denti naturali il più a lungo possibile, lavorando sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce e su trattamenti proporzionati alla situazione, costruendo un ottimo rapporto col bambino.
Con gli adulti ritrovo lo stesso principio. Una carie, un problema gengivale o un controllo apparentemente semplice possono diventare occasioni per scoprire per tempo potenziali problemi, seguire la salute della bocca con continuità e rafforzare il legame dal punto di vista umano.
Quando sono arrivata nell’Ambulatorio del Dott. Corrado Cervi mi ha colpito la meticolosità dedicata alla diagnosi e agli strumenti disponibili. Ma l’aspetto in cui mi sono riconosciuta di più è un altro: la possibilità di unire la parte clinica all’attenzione per come una persona vive la visita e il trattamento.
Oggi voglio continuare a crescere professionalmente proseguendo con questo metodo di lavoro. Mi piacerebbe accompagnare i pazienti fin dai primi anni, aiutarli a costruire un rapporto sereno con il dentista e impostare una corretta prevenzione.
All’inizio avevo paura che essere giovane rendesse più difficile fidarsi di me. Oggi so che la fiducia si costruisce nel modo in cui ascolti una persona, le spieghi ciò che stai facendo e rispetti i suoi tempi.