Ortodonzia infantile e adolescenziale

Crescita e trattamento non seguono sempre lo stesso calendario.

Prima si valuta, poi si decide se intervenire

Durante l’infanzia e l’adolescenza denti, arcate e ossa del viso cambiano insieme alla crescita. Per questo una valutazione ortodontica non serve soltanto a vedere se i denti sono allineati: serve a capire come stanno erompendo, come chiudono le arcate, quanto spazio c’è e se esistono elementi che meritano di essere seguiti nel tempo.

Una visita non significa automaticamente iniziare un trattamento. In alcuni casi è utile intervenire durante la crescita; in altri la scelta più corretta è controllare l’evoluzione e aspettare il momento più adatto.

Il momento giusto dipende dal problema, non solo dall’età

Età anagrafica, dentizione e maturazione non coincidono sempre. Due bambini della stessa età possono trovarsi in fasi di sviluppo differenti e avere esigenze molto diverse.

Morso inverso, morso aperto, affollamento, perdita precoce di denti da latte, eruzioni anomale o discrepanze tra le arcate sono alcuni dei motivi che possono portare a un approfondimento. La diagnosi serve a stabilire se il problema può beneficiare di una fase intercettiva, se deve essere semplicemente monitorato o se è più opportuno trattarlo in adolescenza.

Ortodonzia intercettiva e trattamento in adolescenza hanno obiettivi diversi

L’ortodonzia intercettiva viene utilizzata, quando indicata, durante alcune fasi della crescita per affrontare problemi specifici di sviluppo delle arcate, eruzione o relazione tra i denti. Non è una “prima parte obbligatoria” dell’apparecchio per tutti i bambini.

In adolescenza, con una dentizione permanente più completa, il trattamento può concentrarsi maggiormente sull’allineamento, sull’occlusione e sulla finalizzazione del risultato. A seconda della diagnosi possono essere utilizzate apparecchiature differenti.

La collaborazione fa parte del trattamento

Un percorso ortodontico richiede controlli regolari e una partecipazione che cambia in base al tipo di apparecchio. Bambini e ragazzi devono sapere che cosa stiamo facendo e perché: comprendere il percorso aiuta a viverlo con maggiore consapevolezza.

Al termine della fase attiva può essere necessario un periodo di contenzione, o retention, per aiutare a mantenere la posizione raggiunta. Anche questa fase viene programmata in base al caso.

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Osservare la crescita

Valutiamo dentizione, arcate, occlusione, spazi ed eruzione per capire che cosa sta cambiando e se esistono segnali da seguire.

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Scegliere il momento

Intervenire presto non è sempre meglio. Il trattamento viene proposto quando esiste un obiettivo preciso e il momento biologico è favorevole.

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Seguire il percorso nel tempo

Controlli, collaborazione e mantenimento permettono di adattare il trattamento alle diverse fasi della crescita e della dentizione.

Domande frequenti sull’ortodonzia infantile e adolescenziale

Una valutazione può essere utile nei primi anni della dentizione mista, spesso intorno ai 6-7 anni, oppure prima se il dentista o il genitore nota un problema specifico. Questo non significa che a quell’età debba iniziare un trattamento.

No. La visita serve a capire la situazione. In molti casi si programma semplicemente un controllo successivo per osservare come procede la crescita.

Denti molto affollati, morso inverso o aperto, difficoltà di eruzione, perdita molto precoce o tardiva di denti da latte, arcate che sembrano chiudere in modo asimmetrico o altri cambiamenti possono meritare un controllo. Non è però possibile stabilire la necessità di un trattamento osservando un singolo segno.

È una relazione non corretta tra i denti o tra le arcate quando la bocca si chiude. Esistono malocclusioni molto diverse tra loro e il loro significato dipende da dentizione, crescita e caratteristiche individuali.

È un trattamento eseguito durante la crescita per affrontare problemi specifici quando il momento è favorevole. Non è necessaria per tutti i bambini e non sostituisce automaticamente un eventuale trattamento successivo.

Non necessariamente. Alcuni cambiamenti fanno parte della permuta dentale; altri richiedono una valutazione. La diagnosi serve proprio a distinguere ciò che può essere osservato da ciò che beneficia di un intervento.

Abitudini prolungate possono essere associate ad alcune alterazioni dento-alveolari. Durata, frequenza, intensità e fase di crescita influenzano il loro effetto, quindi la valutazione va fatta sul singolo bambino.

Non automaticamente. Sono segnali che possono meritare attenzione, ma hanno possibili cause diverse e non vanno attribuiti all’occlusione senza una valutazione adeguata. Quando serve può essere indicato anche un confronto con altri professionisti.

Sono categorie diverse di dispositivi. La scelta dipende dall’obiettivo del trattamento, dalla fase di dentizione e dalla collaborazione richiesta. Non esiste un tipo di apparecchio migliore in assoluto.

Sì. Molti trattamenti ortodontici vengono iniziati in adolescenza. La valutazione stabilisce quali obiettivi siano realistici nella fase di crescita e dentizione raggiunta.

Dipende dal problema, dagli obiettivi, dal tipo di apparecchiatura, dalla crescita e dalla collaborazione. Per questo la durata può essere stimata dopo la diagnosi, ma non è uguale per tutti.

Servono a verificare la risposta dei denti e dei tessuti, controllare l’apparecchiatura e adattare il percorso quando necessario.

È la fase che segue il trattamento attivo e serve a mantenere il risultato mentre i tessuti si adattano. Tipo e durata della contenzione dipendono dalla situazione e vengono programmati individualmente.

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Scrivici semplicemente qual è il problema, il dubbio o il motivo per cui vorresti fissare una visita. Il mio team leggerà la richiesta e ti ricontatterà per organizzare il passo successivo.

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