Rialzo del seno mascellare

Aumentare l’osso disponibile nella zona posteriore del mascellare superiore.

Perché il seno mascellare può influire sul progetto implantare

Nella parte posteriore del mascellare superiore le radici dei denti sono vicine al seno mascellare, una cavità presente nell’osso. Dopo la perdita dei denti, l’altezza ossea disponibile può ridursi e il pavimento del seno può trovarsi molto vicino alla cresta dove dovrebbe essere inserito l’impianto.

Quando l’osso residuo non è sufficiente per il progetto implantare previsto, il rialzo del seno mascellare può essere una delle procedure da valutare per creare maggiore volume osseo in questa zona specifica.

Approccio crestale o laterale: dipende dalla situazione

Il rialzo del seno può essere eseguito con tecniche differenti. In alcuni casi l’accesso avviene dalla cresta alveolare, cioè dalla zona in cui verrà inserito l’impianto; in altri è necessario un accesso laterale alla parete del seno.

La scelta dipende soprattutto dall’altezza e dalla conformazione dell’osso residuo, dalla quantità di aumento necessaria e dal progetto implantare. Non esiste un approccio “migliore” in assoluto: esiste quello più adatto alla situazione anatomica.

Impianto contestuale o in una fase successiva

In alcuni casi l’impianto può essere inserito nello stesso intervento del rialzo del seno. In altri è più prudente attendere la maturazione dell’area aumentata prima di procedere con l’impianto.

Uno degli elementi decisivi è la possibilità di ottenere una stabilità iniziale adeguata dell’impianto nell’osso presente. Anche la quantità di osso residuo, l’estensione dell’aumento e le condizioni del seno contribuiscono alla scelta.

Diagnosi, guarigione e controlli fanno parte del trattamento

La pianificazione può richiedere imaging tridimensionale per valutare anatomia ossea e seno mascellare. Prima dell’intervento vengono considerate anche eventuali condizioni o sintomi sinusali che possono richiedere approfondimento.

I tempi di guarigione variano in base alla procedura e al caso. Dopo l’intervento sono importanti controlli clinici e radiografici quando indicati, insieme al rispetto delle istruzioni post-operatorie.

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Studiare osso e seno mascellare

La diagnostica serve a capire quanta altezza ossea è disponibile e quale rapporto esiste tra la cresta e il seno.

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Scegliere l’accesso adatto

Approccio crestale e laterale rispondono a indicazioni differenti. La scelta dipende dalla quantità di aumento richiesta e dall’anatomia.

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Decidere i tempi dell’impianto

Inserire l’impianto nello stesso momento oppure in una fase successiva dipende dalla stabilità ottenibile e dalle condizioni cliniche.

Domande frequenti sul rialzo del seno mascellare

È una procedura di aumento osseo nella zona posteriore del mascellare superiore. La membrana del seno viene delicatamente sollevata per creare uno spazio in cui possa formarsi o essere supportato nuovo tessuto osseo.

Può essere indicato quando l’altezza di osso tra la cresta alveolare e il seno mascellare non è sufficiente per il progetto implantare previsto.

No. Dipende da dove manca osso e da quanto ne manca. La GBR, impianti in altre posizioni o altre soluzioni possono essere più appropriate in situazioni differenti.

Nel rialzo crestale l’accesso avviene dalla cresta in corrispondenza della sede implantare; nell’approccio laterale si crea un accesso attraverso la parete laterale del seno. La scelta dipende dall’anatomia e dall’entità dell’aumento richiesto.

No. È possibile solo quando le condizioni consentono di ottenere una stabilità adeguata e il caso è compatibile con un approccio contestuale. Altrimenti si procede in due fasi.

La valutazione può comprendere radiografie e, quando indicato, imaging tridimensionale per studiare altezza ossea, anatomia del seno e strutture circostanti.

La presenza di sintomi o patologie sinusali richiede una valutazione specifica. In alcuni casi può essere necessario trattare o approfondire prima la condizione del seno.

A seconda del caso possono essere utilizzati materiali da innesto di diversa origine o combinazioni di materiali. La scelta dipende dal difetto, dalla tecnica e dal progetto clinico.

No. La risposta biologica e il volume ottenibile variano tra persone e situazioni. Per questo non è corretto promettere una quantità di aumento identica per tutti.

Tra le complicanze descritte ci sono la perforazione della membrana del seno, infezioni o problemi sinusali. La loro gestione dipende dal tipo e dal momento in cui si presentano.

Dipende dal fatto che l’impianto venga inserito contestualmente o in un secondo momento, dai tempi di guarigione e dalla stabilità del percorso implantare. Non esiste una tempistica valida per tutti.

No. Entrambe sono procedure di aumento osseo, ma il rialzo del seno riguarda specificamente la zona posteriore del mascellare superiore in rapporto al seno mascellare; la GBR riguarda difetti ossei di forma e sede differenti.

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